Per le scuole

Progetto per le scuole

E’ ormai diventato uno slogan, diffuso dall’O.M.S. (Organizzazione mondiale della Sanità), quello che indica il fumo di tabacco come “la prima causa di morte evitabile sul pianeta”.

Il fulcro della frase sta proprio nell’ aggettivo “evitabile”.

E quale miglior modo esiste per evitare qualcosa, se non il non entrarvi affatto in contatto?

Ecco perché quello della prevenzione è un aspetto che dovrebbe ricevere molta più attenzione rispetto a quella che effettivamente riceve.
Ed ecco perché, come terapeuta del tabagismo, sento il piacere di offrire un mio contributo sul tema fumo nelle scuole.

Senza dubbio, un primo intervento di prevenzione dovrebbe riguardare la scuola.

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E’ proprio negli anni della scuola (il buon senso suggerirebbe la scuola media secondaria, ma non sarei così lontano dal prendere in esame anche interventi nel corso delle scuole elementari, magari negli ultimi anni) che si hanno i primi approcci con il tabacco.

L’aspetto più delicato riguarda la scelta della modalità comunicativa.

E’ evidente che l’aspetto trasgressivo legato all’uso di una sostanza “vietata” dal mondo degli adulti è esattamente ciò che la rende attraente agli occhi degli adolescenti. Non ha senso, a mio giudizio, cercare di contrastare o smontare questa associazione, magari parlando dei danni e dei rischi per la salute, in quanto si rischierebbe di ottenere un effetto contrario, ovvero rendere l’uso del tabacco ancora più trasgressivo, e perciò desiderabile.

Personalmente, se dovessi organizzare un incontro con i giovanissimi sul tema del fumo, vedrei più opportuno mostrare loro, attraverso un filmato documentario, come hanno fatto le compagnie del tabacco, partendo da zero, a creare nel corso degli ultimi decenni (e non hanno certo smesso ai giorni nostri) un mercato di clienti in tutto il mondo, un mercato che oggi conta un miliardo e trecento milioni di persone.

Mostrerei loro le immagini degli anni ’50 in cui i medici americani, con il pacchetto di sigarette nel taschino del camice bianco, suggerivano una marca di sigarette piuttosto che l’altra, decantandone il gusto o l’aroma.

Farei vedere spezzoni di film (tratti da fatti realmente accaduti) in cui gli amministratori delle più grandi compagnie del tabacco giuravano sulla bibbia di non essere a conoscenza del fatto che la nicotina contenuta nella foglia del tabacco è una sostanza che crea dipendenza (cosa che sapevano benissimo da molti decenni).

Insomma cercherei di fare leva su quel senso di giustizia che è molto forte nei giovani, al fine di creare un rifiuto “istintivo” davanti alla eventualità di diventare essi stessi i futuri clienti delle multinazionali del tabacco.

Eugenio Bianchi

Per contatti o approfondimenti su questo tema, scrivimi direttamente: info@persmetteredifumare.com