Una vita libera dal fumo

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Venerdì 24 gennaio (sera), sabato 25, domenica 26 gennaio 2014

Un intero week end immersi in un luogo straordinario per liberarsi dalla schiavitu’ del fumo con un metodo semplice e rivoluzionario.

Grazie a questo week end anche tu potrai:

  • vivere finalmente libero dal fumo
  • avere più energia
  • smettere di avvelenarti
  • ri-apprezzare gli odori ed i sapori

Insomma, in un solo fine settimana potrai tornare ad una qualità della vita che ora non puoi nemmeno immaginare!

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Come si svolge il week end

Venerdì 24 (pomeriggio)

Registrazione e check-in albergo. Cena.

Ore 21 : Conferenza introduttiva sul metodo “300 minuti per smettere di fumare” con Eugenio Bianchi.

Oltre ad informazioni generali sul metodo, saranno proposti vari test di auto-analisi. 

Sabato 25

Mattina: pacchetto benessere per tutti.

Il centro benessere dispone di vasca idromassaggio, sauna finlandese, bagno turco, docce emozionali.

Possibilità di avere massaggi rilassanti ed anti stress.

Pomeriggio: Seminario “300 minuti per smettere di fumare”

Domenica 26

Mattina: camminata rilassante e disintossicante nel bosco.

Cammineremo nei sentieri che si snodano vicino a Pontremoli ed useremo tecniche di respirazione che ci aiuteranno a scaricare pensieri e tossine, ritrovando il nostro equilibrio.

Pranzo e fine lavori.

La cucina sarà particolarmente curata e farà parte del programma disintossicante.

Il seminario

Il seminario “300 minuti per smettere di fumare” é un programma sperimentato, che si dimostra efficace nel 70% dei casi. Ha una durata di cinque ore circa, comprese le pause, ed è così articolato:

  • Test iniziali per valutare la dipendenza nei suoi vari aspetti: fisiologici, psicologici, gestuali e sociali.
  • Le convinzioni: cosa sono, come si formano, in quale modo è possibile trasformarle.
  • Esplorazione delle convinzioni profonde di ciascun fumatore.
  • Un modello psicologico: esercizi sui condizionamenti.
  • Aspetti fisiologici: il trabocchetto della nicotina.
  • Aspetti mentali: desiderio e dipendenza psicologica.
  • Il ruolo della volontà.
  • La scelta del momento giusto.
  • Preparare una strategia: scoprire e controllare i fattori scatenanti. Metabolismo e controllo del peso.
  • La scelta del giusto atteggiamento.
  • Esercitazioni finali.

Ogni partecipante viene seguito individualmente dopo il seminario per tutto il tempo che si rende necessario.

Dove e quando

Tutto avviene nei giorni di venerdì 24 (sera), sabato 25 e domenica 26 gennaio 2014 presso il Resort Cá del Moro in località Casacorvi (MS)

Informazioni ed iscrizioni

Se intendi partecipare o vuoi ulteriori informazioni contattaci al più presto, rispondendo a questa mail o telefonando allo 339.3628246 – o scrivendo: ami.nuvolecastelli@libero.it (Anna Melli). I posti sono limitati.

Costi

Il costo del seminario è di 300,00 a persona.

La tessera associativa all’Associazione un Passo dopo l’altro costa € 15,00.

Pacchetto di un week end di pensione completa in camera a due letti compreso il Centro Benessere e un massaggio a scelta di un’ora: Euro 180,00 a persona (camera singola: + 40 euro).

I prezzi sono tutti compresi IVA

Pagamento

Per prenotare il Seminario è necessario compilare e spedire via fax le schede di iscrizione al Seminario e di Adesione all’Associazione un Passo dopo l’altro unitamente alla copia del bonifico autorizzato dalla banca di € 300,00 

RICHIEDI LE SCHEDEvia mail a: ami.nuvolecastelli@libero.it , oppure scaricale dal sito www.unpassodopolaltro.com

Per prenotare l’hotel ed il centro benessere

Cà del Moro Resort

Daniela Bezzi tel. 0187.832202 e-mail: info@cadelmoro.it

www.cadelmororesort.it

Il trainer

Eugenio Bianchi

Laureato in filosofia, è stato lui stesso fumatore per circa trent’anni. Dopo svariati ed infruttuosi tentativi per smettere di fumare, sperimenta ed applica su di sé con successo un semplice metodo psicologico. Al termine di un periodo di studio sull’argomento, elabora un proprio metodo basato sulle più recenti acquisizioni nei campi della psicologia del cambiamento e della formazione della persona. Si è inoltre formato come terapeuta del tabagismo.

Tiene corsi in varie città.

E’ autore del manuale “300 minuti per smettere di fumare” e collabora come giornalista pubblicista con alcune testate sul tema del tabagismo.

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Quali farmaci per smettere di fumare?

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Farmaci per smettere di fumare: Bupropione e Vareniclina

Bupropione (nome commerciale, Zyban)

Si tratta di un farmaco ad azione antidepressiva, efficace nel trattamento di disassuefazione dalla nicotina in quanto sembra ridurre la portata delle crisi di astinenza da nicotina.

Ha alcuni punti deboli, tra i quali emerge: l’effetto variabile da paziente a paziente (da ottimo a quasi nullo); effetti collaterali non trascurabili (nausea, tachicardia, sudorazioni, insonnia, ipertensione); è il farmaco meno maneggevole tra quelli di prima linea.

E’ un farmaco che costa caro, non essendo rimborsato dal sistema sanitario.

Vareniclina (nome commerciale, Champix)

A differenza del bupropione, (che ha già diversi decenni di anzianità), la Vareniclina è l’ultimo arrivato tra i farmaci per il trattamento del tabagismo.

Si tratta di compresse, che vanno assunte per circa 12 settimane. Questa molecola ha una forte azione anti-craving, ovvero agisce efficacemente sul bisogno compulsivo di fumare.

Tra i vari farmaci, questo è quello che ha il più potente effetto anti-craving. A differenza del Bupropione, non è un antidepressivo, ma agisce sui recettori nicotinici del cervello.

L’effetto collaterale più frequente è la nausea; inoltre, non si presta ad essere associato con gli altri farmaci per il trattamento del tabagismo.

Il giudizio comunemente condiviso tra gli operatori è il seguente: i farmaci nella terapia del tabagismo possono essere di una certa utilità se impiegati come coadiuvanti nella fase preparatoria alle terapie di gruppo; in ogni caso è necessario seguire uno schema di somministrazione scalare e controllato.

Dal mio personale punto di vista, ribadisco il concetto già espresso in alte sedi: il punto debole insito nell’idea di cura farmacologica risiede nel fatto che essa agisce prevalentemente sul versante fisiologico della dipendenza , mentre lascia scoperto il versante psicologico della dipendenza stessa.

Ogni approccio farmacologico, inoltre, si concentra sempre sul problema dello “smettere i fumare”, sottovalutando il fatto che lo smettere di fumare non è da considerare un evento, ma un processo che deve portare l’ex fumatore a “vestire” un abito nuovo, di non fumatore, nel quale la persona si veda e senta bene.

Ritengo sensato affermare che un risultato di questo tipo non possa essere raggiunto attraverso l’uso di alcun tipo di farmaco, mentre invece possa esserlo attraverso un processo di trasformazione interiore, a livello psichico. Siamo di fronte ad una dipendenza complessa, sfaccettata: sebbene in alcuni casi (forse molti) i farmaci possano risultare efficaci, in generale ritengo non sia sufficiente occuparsi della sola dipendenza fisiologica dalla nicotina per liberarsi dal fumo.

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Farmaci Nicotinici: possono aiutare?

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Non esiste un metodo, un protocollo, una strategia in grado di garantire con certezza alcun risultato.

Questo vale anche per i farmaci nicotinici e quelli che non contengano nicotina.

Nulla può sostituirsi all’impegno in prima persona del fumatore il quale, arrivato ad un certo punto del suo percorso, sente che è arrivato il momento di mettersi in gioco, attingere con determinazione al proprio potenziale, e procedere con energia a creare il proprio cambiamento.

Ma poniamo il caso che una persona si trovi proprio in uno di questi momenti, e sia quindi pronta a mettersi in gioco.

Una cura a base di farmaci NRT (Nicotine Replacement Therapy, terapia sostitutiva della nicotina) può funzionare?

L’idea di fondo, per quanto riguarda questa categoria di farmaci, è che smettere da soli, senza un aiuto, sia troppo fastidioso: le frequenti crisi di astinenza da nicotina, infatti, sono alla base dei frequentissimi insuccessi di coloro i quali cercano di smettere affidandosi alla sola “forza di volontà”.

Se si assume quotidianamente una certa quantità di nicotina attraverso farmaci (cerotti transdermici, gomme da masticare, pastiglie da tenere sotto la lingua o inalatori) e senza fumare sigarette, un po’ alla volta la persona potrà interrompere quei legami determinati dall’abitudine, come la sigaretta dopo i pasti, quella fumata nella pausa di lavoro, al bar dell’aperitivo, etc…, senza subire le fitte di astinenza in modo troppo fastidioso, poiché la concentrazione di nicotina nel sangue viene assicurata dall’assunzione del farmaco.

Una volta spezzate le abitudini più consolidate, la persona potrà calare progressivamente il dosaggio del farmaco, fino a farne a meno del tutto.

Questa è, in linea di massima, la filosofia dei farmaci NRT.

Sebbene le statistiche dimostrino una certa efficacia di questo tipo di cura, personalmente sono poco convinto che questa soluzione vada considerata una reale risposta alla dipendenza dal tabacco.

Il punto debole dei farmaci nicotinici risiede nel fatto che una cura farmacologica agisce prevalentemente sul versante fisiologico della dipendenza, mentre lascia scoperto il versante psicologico della dipendenza stessa.

Ogni approccio farmacologico, inoltre, si concentra sempre sul problema dello “smettere i fumare”, sottovalutando il fatto che smettere di fumare non è da considerare un evento, ma un processo che deve portare l’ex fumatore a “vestire” un abito nuovo, di non fumatore, nel quale la persona si veda e si senta bene.

Ritengo sensato affermare che un risultato di questo tipo non possa essere raggiunto attraverso l’uso di alcun tipo di farmaco, mentre invece possa esserlo attraverso un processo di trasformazione interiore, a livello psichico.

Siamo di fronte ad una dipendenza complessa, sfaccettata: sebbene in alcuni casi i farmaci possano risultare efficaci, in generale ritengo non sia sufficiente occuparsi della sola dipendenza fisiologica dalla nicotina per liberarsi dal fumo.

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Smettere di Fumare e “Azioni Mentali”

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Che senso ha parlare di azioni mentali nel smettere di Fumare?

Nell’ambito di un corso recentemente svolto per smettere di fumare, un partecipante ha sollevato questa obiezione:

“Cosa significa compiere un’azione a livello mentale?”

Mi sono ritrovato all’improvvisa ricerca di una risposta, una risposta credibile, possibilmente, ma soprattutto immediata.

Casualmente, qualche giorno prima avevo partecipato ad una serata di formazione, nel corso della quale si era parlato del processo dell’apprendimento.

In pratica, normalmente noi passiamo dalla situazione in cui siamo Inconsapevolmente Incompetenti a quella in cui siamo Consapevolmente Incompetenti.
Da qui entriamo nella fase in cui siamo Consapevolmente Competenti, ed infine arriviamo ad essere Inconsapevolmente Competenti.

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Le nostre abitudini dipendono unicamente dalla connessione dei neuroni

Senza farla troppo difficile, è ciò che accade quando impariamo a guidare un’auto.

All’inizio siamo convinti di saper guidare, anche se così non è. Siamo inconsapevolmente incompetenti.

Non appena ci proviamo, già ai primissimi tentativi, prendiamo atto di non saper guidare.

Ma poi impariamo (siamo consapevolmente competenti), ed infine la guida diventa automatica (diventiamo inconsapevolmente competenti).

Questo esempio mi ha fatto venire in mente la risposta da dare al corso.
Si tratta esattamente di ciò che si può intendere con l’espressione di “azione mentale”.

Imparare a guidare un auto, infatti, non ha per nulla a che fare con l’acquisizione di abilità corporee, non si tratta di affinare l’uso del piede o delle braccia.

Si tratta piuttosto di sviluppare abilità mentali, grazie alle quali, un poco alla volta, la guida diventa addirittura “automatica”.

Accade forse qualcosa di simile quando si smette di fumare?

Assolutamente Sì!

Parlare di ristrutturazione di credenze limitanti, infatti, ha esattamente a che fare con un’ azione (si chiama ri-condizionamento) a livello mentale.

Si tratta di creare, nella nostra mente, un nuovo sentiero mentale, un nuovo percorso rispetto alle convinzioni adottate.

Ecco perché si insiste sull’azione.

Occorre ripassare molte volte lo stesso sentiero, fino a quando esso non sarà ben tracciato e lo si potrà percorrere comodamente, senza incertezza alcuna.

Solo a quel punto avremo sviluppato una nuova abilita e saremo diventati, come nella guida dell’auto, “inconsapevolmente competenti”.

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Perché Fumi? Il libro di Ruediger Dahlke e Margit Dahlke

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Perché Fumi?
Recensione del libro di Ruediger Dahlke.

È incredibile constatare la varietà dei contributi dei diversi autori.
Uno di questi è Rudiger Dahlke, medico, psicoterapeuta, autore di diversi libri sulla medicina naturale.

In questo lavoro, alla cui stesura ha partecipato la moglie Margit, vi sono alcune proposte sicuramente originali.

Ma veniamo ai contenuti di Perché Fumi?”

La prima proposta riguarda l’effetto di STABILITA’ procurato dal tabacco.
Anche se si tratta di una mera illusione, sembra proprio che, quando ci si trova in quelle particolari circostanze della vita in cui ci pare di non avere proprio nulla cui poterci aggrappare, la sigaretta parrebbe fornirci un appiglio.

Così, la sigaretta diventa un surrogato, surrogato della vera stabilità: ” il fumatore dovrebbe chiedersi in che misura, attraverso il fumo, egli rielabori simbolicamente la propria stabilità, e si illude di aver in mano la situazione, mentre in realtà tra le mani stringe solo una sigaretta”.

Questo effetto, a mio modo di vedere, fa parte di quegli effetti che riconducono ad una sensazione di potere personale: il fumatore ha l’impressione di poter controllare a suo piacimento le leve del dolore e del piacere.

Ovviamente, si tratta solo di una illusione: purtroppo é vero il contrario, in quanto è piuttosto la sostanza a controllare il comportamento dell’individuo.

Un secondo contributo interessante, in questo breve libro, riguarda una interpretazione nuova dell’ABITUDINE.
Si parla spesso, infatti, di abitudine al fumo, anche se in realtà si tratta più di una dipendenza, che non di abitudine.

Gli autori mettono in risalto il fatto che quanto più a lungo un’abitudine viene mantenuta nel tempo, tanto più sarà difficoltoso interromperla.

Si parla di “campi morfogenetici” i quali diventano sempre più potenti quanto più a lungo viene ripetuta l’abitudine: ” qui si cela sicuramente la spiegazione della forza, già proverbiale, dell’abitudine.

Il campo, a ogni reiterazione di un movimento, si rafforza(…)

Un’abitudine o un rituale che sono stati ripetuti molto a lungo creano un campo molto forte, difficile da abbandonare”.
Come dire, é molto più facile smettere di fumare a quindici anni, se si è iniziato a quattordici, che non a trentacinque.

Solo una considerazione va aggiunta in coda: mentre i giovani fumatori difficilmente maturano la consapevolezza che sarebbe meglio liberarsi dal fumo, trovandosi per lunghi anni a rimandare tale decisione, anno dopo anno, la situazione cambia quando si sono accumulati venti, trenta o più anni di fumo.

Solo a quel punto iniziano a comparire veri e propri segnali fisici che inducono la persona a valutare seriamente di smettere.

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Smettere di Fumare da soli… o in gruppo?

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Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto per Smettere di fumare, una risorsa insostituibile!

Si tengono anche a Bologna, a cadenza settimanale, gruppi di auto-mutuo-aiuto per persone che desiderano smettere di fumare.

La formula, già ampiamente sperimentata nel mondo della dipendenza da alcool (sono famosi i gruppi degli alcolisti anonimi), si sta ora propagando in altri settori problematici.

Essi sono basati sulla gratuità e sul volontariato, ovvero sulla disponibilità da parte di persone che hanno già potuto risolvere il loro caso, ad essere d’aiuto per gli altri, sotto la guida di un operatore esperto che li aiuta a smettere di fumare.

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Proprio recentemente, nel corso di un incontro da me guidato, ho avuto il grande privilegio di aver individuato una importante risposta che in tanti anni non avevo mai trovato. E questo è accaduto proprio grazie ad una semplice indicazione di una persona presente al gruppo.

Non è fantastico?

Se continuerai a leggere fino alla fine, lo troverai interessante: parlo spesso, nei miei corsi, della necessità di trasformare le nostre convinzioni limitanti sul fumo. E faccio una attenta distinzione tra le Convinzioni (un’idea investita di Certezza) e le semplici Opinioni, ovvero quelle idee che – se necessario – possiamo agevolmente modificare senza per questo dover affrontare chissà quali resistenze.

Veniamo al gruppo di mutuo aiuto

Affrontando le principali Convinzioni limitanti sul fumo dei vari presenti in sala, ad un certo punto la parola passa ad un ex-fumatore, e lì avviene il miracolo.

Egli dichiara che effettivamente in passato (quando fumava) aveva certe convinzioni, come ad esempio quella che “Fumare è un vero piacere” o che “Fumare aiuta la concentrazione”, ma ora che non fumava più vedeva quelle stesse idee senz’altro come semplici Opinioni, e non più come Convinzioni.

E sai cosa ha aggiunto il fumatore seduto vicino? “Per forza! Per lui che non fuma più, quelle sul fumo sono tutte Opinioni! “

Fermi tutti!

Forse potrebbe sfuggirti il grande significato di quanto è accaduto. In pratica è emerso questo: chi fuma vede certi aspetti legati al fumo come Certezze (fumare è piacevole, rilassa, aiuta a concentrarsi, etc etc), Convinzioni nate dal riconoscimento di alcune proprietà della sostanza.

I non fumatori, al contrario, per il semplice fatto di essersi sottratti alla dipendenza dal tabacco, non sono affatto certi che tali qualità appartengano al fumo, ma le vedono semplicemente come una percezione soggettiva di chi, essendo dipendente dalla sostanza, non riesce a darne una valutazione oggettiva.

Questo è molto Interessante, dal mio punto di vista.

Fumare tabacco è o non è piacevole?

E’ vero o falso che fumare rilassa?

Fumare aiuta a concentrarsi oppure no?

Tutto ciò significa una cosa sola: che il tabacco è in grado di alterare la percezione di chi ne fa uso, e di ricomporre le Convinzioni del suo “utente” a proprio vantaggio, senza che esso si accorga che tutto ciò non è affatto opera propria, ma l’effetto di una sostanza chimica che agisce sul suo cervello, la nicotina!

Quale ingegnosa trappola, e quanto è sottile! Fortunatamente la via di uscita esiste, per chi vuole smettere di fumare, e accetta di mettersi in gioco e di farsi sorprendere un pò!

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Smetti di fumare anche tu, con il libro di Sue Wells

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Smetti di fumare anche tu.
Recensione del libro di Sue Wells.

Chi predilige un approccio alternativo, al tempo stesso molto concreto e responsabile, potrà trovare in questo libro una grande varietà di stimoli, assai interessanti e soprattutto nuovi.

Uno degli aspetti più divertenti, in questa variegata galassia che si chiama “smettere di fumare”, è l’enorme varietà delle idee proposte da persone che portano contributi diversi: medici, psicologi, ipnoterapeuti, agopuntori, ex-fumatori, non fumatori con esperienze rilevanti in settori attigui.

In questo libro, scritto da una esperta di tecniche per smettere di fumare, troviamo una conferma di quanto appena detto.

Oltre ad alcune tecniche (di meditazione e non) che l’autrice ha appreso dai suoi maestri australiani, Ken ed Elizabeth Mellor, vengono citati numerosi altri maestri, tra cui Sonia Choquette (autrice di “Your Heart’s Desire”, Pinguin Books), Barefoot Doctor, Deepak Chopra.

Il contributo più originale, tuttavia, va riconosciuto a Sue Wells per aver portato l’attenzione del lettore sulla tecnica del grounding.

Cos’è il grounding?

Si tratta di una tecnica energetica, impiegata da secoli per aiutare le persone a migliorare il loro benessere.

Usando le parole della Wells, “l’aspetto per noi più interessante del grounding è che esso affronta uno dei bisogni fondamentali dei fumatori e una delle principali ragioni per cui ci si accende una sigaretta: il bisogno di calmarsi e recuperare equilibrio nel momento presente”.

Questa tecnica è anche conosciuta come “vivere nel presente”.

Grounding (dal verbo inglese to ground, cioè “tenere a terra”, ma anche “basare”, “fondare”) significa prendere contatto con il proprio corpo e con la terra, arrivando a costruire una base sicura dentro di sé.

Grounding è acquisire consapevolezza delle proprie sensazioni fisiche e di quanto accade intorno a noi.
Anche succhiare un limone, annusare una rosa o sentire un rumore molto acuto possono essere considerate esperienze di grounding.

L’aspetto interessante consiste nell’imparare a sviluppare questa abilità in modo da poterne fare esperienza ogni qual volta si senta la necessità di rilasciare quelle tensioni che ci impediscono di essere nel nostro stato naturale di “connessione”.

Qui ci si aggancia al tema del fumo. Poiché quando un fumatore si astiene dal fumare si riscontra un calo della produzione di serotonina, la sostanza che induce in noi un senso di pace e tranquillità, ecco che praticare il grounding quando si smette di fumare può costituire un valido aiuto, in quanto viene in tal modo a ricrearsi un equilibrio nel nostro essere.

Come effettuare correttamente il grounding viene ampiamente illustrato nel libro, assieme ad altre interessanti pratiche.

Una ulteriore nota di merito va riconosciuta all’autrice di questo libro per aver chiaramente espresso come, nello smettere di fumare, NON si tratti di far ricorso alla forza di volontà, ma piuttosto di unificare (attraverso un ulteriore processo) le due istanze contraddittorie al nostro interno: la parte che vuole fumare e quella che vuole smettere.

Un libro da sperimentare!

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